Rachette da neve- ciaspole - foto trekking trentino

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Info Trekking


Rachette da neve - Ciaspole

Le racchette da neve o ciaspole ( termine dialettale della Val di Non Trentino) chiamate cosi hai tempi nostri hanno origini antiche, nate nelle zone artiche e montane Alpine, venivano usate per spostarsi da un villaggio l'altro o per la caccia. Le prime erano fatte di corda intrecciata e legno, oggi sono costruite in plastica o alluminio Si indossano direttamente sui scarponi e permettono di spostarsi agevolmente a piedi sulla neve fresca aumentando la superficie calpestata, senza sprofondare e scivolare. Si differenziano in destra e sinistra dalla fibbia di chiusura che deve trovarsi all'esterno. Il piede va inserito in modo tale che la punta e il tacco dello scarpone siano rispettivamente sopra il puntale e il centro della racchetta, fissandola  allo scarpone stringendo le cinghie anteriore e posteriore. Ci sono ciaspole con attacchi   simili a quelli dei ramponi, con due ferretti uno anteriore uno posteriore che si incastrano in apposite scanalature presenti sui scarponi. Esistono vari tipi di ciaspole, differenziate per grandezza e materiali. Vanno scelte in base alle attività e al percorso che si va ad affrontare, e al proprio peso. In pianura con neve profonda si useranno racchette lunghe, su di un terreno ripido racchette corte e più maneggevoli.  Molto importante che le ciaspole siano dotate nella parte inferiore da ramponcini metallici, che permettono una presa migliore sulla neve ghiacciata un maggior controllo della camminata e una frenata più controllata in discesa.
Tipi di ciaspole
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Fagioli:
molto economiche, ma ormai sorpassate, sono dotate di struttura esterna in legno o alluminio e di superficie d'appoggio in cordini intrecciati. Il piede viene fissato con fettucce o cordini.
Canadesi:
le più grandi sfiorano il metro e spesso dotate di coda, ideali per nevi profonde; presentano vari sistemi di fissaggio.
Moderne:
di forma intermedia tra le due precedenti, realizzate in plastica o alluminio, sono quelle che ormai vengono utilizzate più diffusamente. Hanno attacchi molto tecnici, risultando adatte anche per terreni ripidi.
SICUREZZA:
Anche chi si muove con le racchette da neve rischia di essere travolto da una valanga
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Ogni escursione va pianificata con cura tenendo conto dei rischi che si trovano per prevenire incidenti. Prima di una escursione bisogna sapere:
Consultare il bollettino nivometeorologico
: per verificare le condizioni del tempo, manto nevoso, grado di pericolo previsto. Informarsi: prendendo informazioni dell'itinerario contattando ufficio guide o gestori dei rifugi, pubblicazioni sugli itinerari, o chi conosce l'itinerario.
Verificare:
il percorso scelto e le sue difficoltà aiutandosi con una cartina topografica tenendo presente che da pendii con inclinazione superiore ai 27° possono staccarsi valanghe.
Tenere in considerazione:
il grado di preparazione fisica e tecnica dei componenti del gruppo, tenendo presente che la persona meno preparata condiziona una buona riuscita dell'escursione.
Accertarsi:
che non ci siano peggioramenti delle condizioni meteorologiche.
Verificare:
che i componenti del gruppo siano dotati di attrezzatura base per autosoccorso ARVA, PALA, SONDA da valanga e che sia efficiente, verificare che il pericolo valanghe sia coerente con quello previsto dal bollettino.
Durante lo svolgimento dell'escursione:
considerare gli aspetti morfologici del terreno presenza di vegetazione, esposizione, mantenere una distanza di sicurezza 10-15 metri l'uno dall'altro, maggiore attenzione quando si devono traversare pendii con inclinazioni maggiori ai 27°,
Cogliere
i segnali di instabilità dell'ambiente, ad esempio, l'esistenza di valanghe cadute di recente, la presenza di accumuli o lastroni di neve ventata, rumori sospetti al nostro passaggio ( classico woom sotto i nostri piedi). Valutare la capacità di ogni pendio di sopportare il carico e le sollecitazioni  che andiamo ad imprimere con il nostro passaggio. Anche un sentiero estivo può essere pericoloso durante l'inverno. Se camminiamo in una zona pianeggiante bisogna fare attenzione hai pendii sopra di noi può esserci la possibilità che si stacchi una valanga. Se ci si ferma per una sosta cercare di fermarsi lontano da canaloni e zone normalmente percorse da valanghe.
In caso di pericolo
individuare la via più breve e sicura per raggiungere un posto sicuro, guardare la posizione dei compagni, muoversi uno alla volta.
IL 90% dei travolti da una valanga è provocata personalmente da chi fa escursioni rimanendo vittima della stessa.
SCALA EUROPEA PERICOLO VALANGHE

 

Scala del pericolo

Probabilità distacco valenghe

indicazioni per sciatori ed escursionisti

1

Debole

Il distacco è generalmente possibile solo con il forte sovraccarico su pochissimi punti del terreno ripido estremo. Sono possibili scaricamenti e piccole valanghe spontanee.

Condizioni generalmente sicure per gite sciistiche

2

Moderato

Il distacco è possibile soprattutto con un forte sovraccarico su pendii ripidi. Non sono da aspettarsi grandi valanghe spontanee

Condizioni favorevoli per gite sciistiche ma occorre considerare adeguatamente locali zone pericolose

3

Marcato

Il distacco è possibile con debole sovraccarico soprattutto sui pendii ripidi. Sono possibili valanghe spontanee di media grandezza, in singoli casi anche grandi.  

Le possibilità delle gite sono limitate, è richiede un buona capacità di valutazione locale

4

Forte

Il distacco è possibile con debole sovraccarico sui pendii ripidi. Possibili valanghe spontanee di media grandezza, talvolta anche grandi

Le possibilità di gite sciistiche sono fortemente limitate, richiede una grande capacità di valutazione locale

5

Molto Forte

Sono da aspettarsi numerose valanghe spontanee anche su terreno moderatamente ripido.

Le gite sciistiche non sono generalmente possibili


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